Dal 7 al 10 ottobre siamo stati al SAIE di Bologna, la fiera delle costruzioni, nel Padiglione 26, Stand C75. Quattro giorni di incontri e chiacchierate con progettisti, imprese, applicatori, rivenditori e privati, spesso arrivati con un problema preciso da risolvere. Dopo i convegni degli ultimi anni, da Firenze a Palermo, da Savona ad Arezzo, è stata un’altra bella occasione per incontrarvi di persona.
Vi raccontiamo com’è andata e rispondiamo alla domanda che ci avete fatto più spesso: «Ma come funziona Afontermo?».
Il nostro stand al SAIE 2026
Abbiamo voluto uno stand semplice e concreto, pensato per vedere da vicino i materiali più che per sfogliare cataloghi. Al centro c’era Afontermo Il Nanocappotto, il nostro sistema termoriflettente a basso spessore, con i campioni, le schede tecniche, la termocamera e i video delle applicazioni in cantiere.
Di cosa abbiamo parlato
I profili erano diversi, ma i temi si sono ripetuti. Molti si trovano davanti a situazioni in cui un cappotto tradizionale non è praticabile:
- pareti fredde e ambienti difficili da scaldare, spesso per una dispersione termica mai analizzata;
- balconi, travi e pilastri che creano ponti termici;
- case vecchie e ristrutturazioni in cui ogni centimetro conta;
- facciate con vincoli edilizi o architettonici;
- appartamenti in cui non si vuole perdere spazio utile;
- muffa e condensa che tornano dopo ogni imbiancatura;
- facciate messe alla prova da grandine e caldo estremo.
Si è parlato molto anche del possibile Ecobonus 2027, un tema che interessa tutti.
La domanda più frequente: come funziona Afontermo?
Un cappotto termico tradizionale lavora sullo spessore: i pannelli rallentano il passaggio del calore e, per isolare di più, servono più centimetri.
Afontermo lavora in un altro modo. È un materiale termoriflettente: invece di assorbire il calore e trattenerlo nello spessore, ne riflette una parte importante. Per questo bastano pochi millimetri. Se volete approfondire, abbiamo messo i due sistemi a confronto e raccolto prove tecniche e calcoli.
Il vantaggio si sente in entrambe le stagioni: d’inverno le pareti restano più calde in superficie, con più comfort e meno rischio di condensa e muffa; d’estate la parete assorbe meno calore dal sole, un tema che abbiamo approfondito parlando di sfasamento termico.
Si applica all’interno e all’esterno, con una posa continua che segue anche travi, pilastri, spallette e sottobalconi, proprio dove un pannello è difficile da installare. E dura nel tempo: lo racconta il caso di un’applicazione seguita dal 2015.
Le altre domande che ci avete fatto
«Risolve anche la muffa?»
Dipende dalla causa. Se nasce da pareti fredde e condensa, scaldare la superficie aiuta. Se invece c’è umidità di risalita, serve un intonaco di risanamento come Novomur. Prima si capisce la causa, poi si sceglie il prodotto: per orientarvi trovate una guida su come riconoscere l’umidità di risalita e una sul salnitro.
«Perché non lo conoscevo?»
Afon Casa non produce prodotti di largo consumo: dal 1979 sviluppa e brevetta sistemi speciali per l’edilizia. Afontermo è brevettato dal 2006 ed è applicato su abitazioni, condomìni ed edifici storici. Il SAIE è stato l’occasione per farlo conoscere a chi non lo aveva mai visto.
Grazie, e continuiamo a parlarne
Grazie a tutti quelli che sono passati a trovarci: le vostre domande sono il modo migliore per capire su cosa lavorare nei prossimi mesi.
Se ci avete lasciato i vostri contatti, vi ricontatteremo a breve. Se non siete riusciti a passare o volete approfondire un caso specifico, scriveteci: il nostro ufficio tecnico è a disposizione.